"Da tutte le parti si sentono le notti e i giorni risuonare di forti richiami, nel respiro di migliaia di vite" (R. Tagore)

lunedì 15 luglio 2013

Grazie x Music x Africa 2013

Il concerto MusicxAfrica, tenuto dal Corpo Musicale Cav. Pietro Masciadri di Pontelambro il 5 luglio in piazza sant'Eufemia, è andato benissimo. Numerosa la partecipazione di pubblico, gradevolissima l'ambientazione nella piazza.
Buona anche la raccolta delle offerte per i progetti di Nisshash: le buste con il contributo libero e la vendita di alcune magliette hanno permesso ai giovani volontari di aumentare di 1000 euro il fondo a sostegno delle missioni!

Ai musicisti, al maestro Pontiggia, al pubblico, agli amici di Nisshash, a tutti coloro che hanno partecipato il GRAZIE più caldo e sentito!

Ed ecco qualche foto della serata:









sabato 22 giugno 2013

Possibile davvero!

ecco alcune foto della marcia di domenica. E' stata un piccolo successo sia per la partecipazione sia per il ricavato (di oltre 3000 euro).

Grazie a tutti!





domenica 26 maggio 2013

da Valeria...


24 di maggio 2013,

Cari amici e amiche di Nisshash,

É con tanta gioia che vi raggiungo dopo alcuni mesi di silenzio, approfittando del fatto che mi trovo in cittá e posso accedere a internet….Eccomi dunque a continuare a dialogare con voi, condividendovi un poco del mio-nostro vivere, sentire e camminare, come donne e come piccole sorelle di Gesú, insieme a questo villaggio dove la Vita ci ha seminate circa 8 mesi fa…

Ma, prima di raccontarvi di noi, vorrei dirvi che mi ha dato tanta gioia venire a conoscenza del progetto dei due viaggi estivi in Kenya e in Etiopia e, ancora di piú, il fatto di sapere che sono diverse le persone interessate a vivere questa esperienza. Amo e incoraggio davvero questa iniziativa che tiene il sapore dell’apertura e i colori della fiducia. Apertura a altre culture e ad altre terre, apertura ad altre sapienze, a altri modi di vivere e guardare il mondo…; e fiducia che il confrontarsi con la diversitá non puó che essere fonte di ricchezza e aiuto prezioso per crescere. Forse sará anche la occasione di toccare piú da vicino quelle che sono le conseguenze della ingiusta distribuzione dei beni della terra e dello sfruttamento incontrollato delle risorse naturali ed economiche che queste terre hanno conosciuto e continuano a conoscere e a subire….E sono certa che cada uno saprá far tesoro di questa esperienza, lasciandosi interrogare da ció che vivrá….Allora buon viaggio!!!

E adesso vi invito a camminare un poco in questa terra che ci sta accogliendo, in questo villaggio ai bordi del fiume Paraguay che sta diventando, poco a poco, il “nostro” villaggio, un luogo familiare dove ci sentiamo a casa…

La novitá rispetto alla lettera precedente é il nostro orto che, come vedrete nelle foto, sta cominciando a dare i suoi primi frutti…dopo tutto il tempo della preparazione della terra e della semina. Ed é bello vedere come alcuni vicini si stanno animando a fare anche loro un orticello….cosí che ci incoraggiamo e ci diamo consigli a vicenda rispetto al paziente lavoro della terra che molti di voi hanno conosciuto e conoscono….perché il seme germogli e cresca e dia frutto… Il nostro desiderio sarebbe quello di poter vendere i prodotti dell’orto nello stesso villaggio, magari scambiandoli con altre cose (uova, carne, formaggio….) come si usa fare qui….Vedremo se questo sogno si realizzerá….vi sapró dire…

E questo lavoro della terra con i suoi gesti e i suoi ritmi, mi sembra che possa esprimere qualcosa del nostro modo di vivere e il senso profondo del nostro stare e camminare qui…In effetti ci sentiamo un poco come semi che questa terra si é aperta ad accogliere e, cosí seminate, piano piano, sentiamo che stanno nascendo i primi frutti…Seminate in questa cultura guaraní, rispettando il tempo del silenzio che il seme conosce prima di venire alla luce, ecco percepire alcuni germogli…i germogli della fiducia reciproca e della solidarietá, dell’amicizia, della speranza…

La fiducia dei grandi che vengono e che ci affidano parte della loro storia e che ci aprono le loro vite…e la fiducia dei piccoli che vengono in qualsiasi momento, e stanno, giocano e che spesso mangiano con noi…e se ne vanno…per ritornare ancora…

La solidarietá che si respira quando, spesso, chi ha dá a chi necessita di piú a causa di una malattia o per un imprevisto che capita…Come dimenticare la figlia della nostra vicina quando venne con una “collaborazione” (come dicono qui) in denaro quando ha saputo del mio viaggio imprevisto alla Capitale per poter accompagnare un piccolo fratello (la rama maschile della nostra congregazione) che era stato ricoverato  per un infarto…

Si, sono tanti i gesti di vicinanza e aiuto di cui siamo testimoni come quello di T., un nonnetto che ci ha offerto parte della sua legna vedendoci passare davanti alla sua casa sempre con rami secchi incontrati nel cammino…, o come quello di G. che ci ha rifornito di pantaloni piú pesanti perché non teniamo freddo nell’inverno che sta cominciando….E noi entriamo in questa dinamica vitale e vivificante della circolazione dei beni e, a nostra volta, condividiamo quello che abbiamo….Quante volte abbiamo sperimentato che, cosí, facendo, i beni si ….moltiplicano…. e uno non manca davvero di nulla…

Seminate in questo villaggio, che, come dice il nostro párroco, é un po’ abbandonato, essendo all’estremo nord della Diocesi e dove lui stesso in 8 mesi che stiamo é venuto solo 2 volte…, seminate in questo “pueblito” che é abitato da divisioni interne e in cui l’autostima della gente é bassissima….l’invito é quello di essere semi di speranza, valorizzando la loro vita, visitando le famiglie, raccogliendo desideri, seti, domande perché non vadano perduti…”Non spezzerá una canna incrinata, né spegnerá lo stoppino dalla fiamma smorta…” Potessero davvero le nostre vite raccontare questo rispetto profondo e comunicare speranza e fiducia…Ma quanto cammino…a quanta pazienza e fiducia implica tutto ció…

E ora vorrei raccontarvi uno dei temi piú parlati nel villaggio…il tema dell’acqua….come giá vi dicevo in un’altra occasione, l’acqua che arriva al villaggio, viene da una sorgente distante 28 km ed vi é condotta da un sistema di tubature que, data la bassa qualitá del materiale con il quale sono costruite, spesso si rompono…Inoltre il villaggio é in salita e nelle úlime case, tra cui la nostra, a volte l’acqua non viene o viene poco per la mancanza della pressione necessaria…e se viene, viene di notte…con quello che significa come veglie per poterla raccogliere nei bidoni…Per fortuna c’é il fiume…In tanto si stanno facendo dei tentativi per migliorare la situazione: collocarono un motore all’inizio del villaggio perché la pressione dell’acqua sia maggiore e l’acqua arrivi a tutte le case…Certo quando salta la corrente ( e non é cosí raro) questo non funziona, peró é giá un buon aiuto….

Da quando ha cominciato a piovere poi, dopo 3 mesi di secca, si puó beneficare dell’acqua piovana. Cosí la gente e noi anche, abbiamo potuto raccoglierla nei bidoni e farne una buona scorta…
Il tema é che nelle prime due settimane di aprile ha piovuto cosí tanto che il fiume é salito rápidamente e tanto ed ha inondato una buona parte dell’isola che sta di fronte al villeggio dove molti coltivano mandioca e patata dolce…Il nostro vicino A. per esempio ha perso gran parte della sua mandioca…Insomma anche questo fa parte della vita di qui…e la gente con coraggio sa ricominciare facendo fiducia e con tanta pazienza e persevaranza.

Intanto la gente si avvicina alla Chiesa…alcuni ritornano, ci dicono…Si percepisce il desiderio di riprendere un cammino di fede lasciato per stanchezza, per scoraggiamento o per alcune tensioni tra le famiglie….e noi cerchiamo di sostenere e incoraggiare questo desiderio, animando alcune belle iniziative che proprio in questi ultimi giorni stanno nascendo: un gruppetto di giovani che vuole incontrarsi e un coro che F. desidera incominciare…Sono iniziative che mettono movimiento all’interno della conunitá, mentre noi continuiamo a visitare anche quelle famiglie che appartengono a gruppi religiosi diversi, che seguono altri cammini, ma che hanno lo stesso desiderio di crescere nella fiducia e nella conoscenza di Dio: ci sono due comunitá evangeliche, una anglicana e alcuni mormoni…Si é una grande ricchezza la presenza di questa diversitá…siamo convinte che il dialogo reciproco puó aiutarci a scoprire sempre piú il volto di Dio…
Cosí cerchiamo di farci sorelle di tutta questa vita, di questa umanitá con le sue bellezze, i suoi sogni, le sue domande, le sue sfide, le sue diversitá….e ci affidiamo e affidiamo questo villaggio anche al vostro affetto e alla vostra preghiera….e, con stima e riconoscenza per quello che vívete nella terra erbese, vi abbraccio come fossi li….                   

Valeria

venerdì 3 maggio 2013

Festa della mamma 2013

Sabato 11 maggio in piazza Mercato dalle 9 alle 13 e 
domenica 12 maggio alle Messe delle 8 - 11.30 - 18.30 
ci sarà una vendita straordinaria di oggetti artigianali 
in occasione della festa della mamma. 

Le mamme sostengono la nostra solidarietà!

Ecco qualcuno dei lavoretti che troveremo....







lunedì 18 marzo 2013

Volontariato estivo



Dopo l'esperienza vissuta lo scorso anno a Shirè in Etiopia e dopo la collaborazione di alcune giovani  con l'associazione Impegnarsi Serve, in occasione della mostra sul popolo Samburu, in coerenza con uno degli scopi della nostra associazione che è quello di promuovere scambi tra paesi e culture anche attraverso brevi periodi di volontariato presso progetti e missioni con cui collaboriamo, per la prossima estate 2013 Nisshash propone la possibilità di due viaggi di conoscenza e di servizio:

- uno in Etiopia , a Shirè, dove suor Maria Luisa Caruso attende di poter continuare a tessere contatti e collaborazioni con giovani erbesi , nel servizio alle varie realtà della missione e nella condivisione con la comunità delle suore e con la gente del centro.

- un altro in Kenya, a Mararal, presso una missione della Consolata, in contatto con i giovani samburu della parrocchia e a servizio delle realtà e dei progetti presenti nella zona.

Entrambe le possibilità saranno nel mese di agosto 2013 fino all'inizio di settembre.

Coloro che sono interessati a saperne di più, e che desiderano capire se e come accostarsi a questa proposta, possono contattare il numero: 3336248902 oppure scrivere una mail a info@nisshash.org

lunedì 10 dicembre 2012

Siamo in cammino, insieme


                                                                                           6 dicembre 2012

Cari amici di Nisshash,
         Come vi ha accennato e annunciato Giovanna, eccomi a raggiungervi con alcune righe, innanzitutto per ringraziare ciascuna e ciascuno, davvero personalmente per quello che fate, per quello che state portando avanti accompagnando e sostenendo i nostri passi in terre lontane e coltivando, dove vivete, quei germogli di giustizia, solidarietá e fraternitá che fanno bella la terra...
         Mi sembra cosí prezioso, oltre che essere importante, questo desiderio che vi abita di condivisione, di apertura a realtá lontane che a volte non trovano spazio nelle notizie dei mezzi di comunicazione e che sono difficili e delicate a livello politico e sociale e dove la povertá avvolge tutte le cose rendendo ancora piú complicata la vita delle persone. Ed é una povertá che spesso é il risultato di una ingiustizia planificata, che si esprime nel subdolo accaparrarsi delle ricchezze locali da parte di multinazionali o di grandi potenze straniere. In Paraguay sono soprattutto il Brasile, il Canada e l’Argentina e i grandi obiettivi sono le piantagioni della soja e di alberi di eucaliptus: si possono vedere estensioni vastissime di soya e numerose piantagioni di questi alberi che crescono rapidi, sottraggono molta acqua alla terra e la impoveriscono e che vengono usati per la produzione della carta.
         Ma tutto ció giá lo sapete bene...e lo conoscete meglio di me...

         I soldi che avete via via raccolto, con creativitá e impegno (che, per il basso valore che tiene il Guaraní rispetto all’euro, sono davvero tanti: 200 euros equivalgono circa a 1200000 guaraní, che corrisponde piú o meno a un salario minimo, quindi al salario di molta gente di qui) ci hanno aiutato a sostenere le spese dei viaggi, dall’Argentina al Paraguay e, all’interno del Paraguay, nel periodo in cui ci siamo spostate abbastanza per cercare un posto dove poter cominciare la comunitá e anche ultimamante, avendo dovuto andare a Buenos Aires per un incontro tra sorelle e per fare alcune pratiche e documenti. I mattoni e il materiale annesso per la costruzione del basamento della casa ci sono costati 150 euro, e altri 200 sono andati nella costruzione delle pareti. Nelle prossime settimane prevediamo di spendere piu o meno 1000 euro per le pratiche per ottenere la residenza temporanea, necessaria per poter vivere nel paese legalmente. Prezioso dunque il vostro apporto...grazie per aver dato del vostro perché questo inizio di fraternitá potesse avvenire! Grazie da parte mia e anche della Fraternitá tutta...
         Come potete ben immaginare la gran parte dei soldi che avete inviato non li abbiamo ancora spesi, per questo avremmo pensato di farli circolare e incanalarne una parte per sostenere altre comunitá nuove che stanno nascendo, come per esempio quella in Cambogia. Che ve ne pare? Per noi é importante che i soldi circolino, che trovino un uso senza accumularli, il desiderio, come comunitá sarebbe quello di condividere e distribuire secondo i bisogni piú che di risparmiare...
        
         Ma soprattutto vorrei ringraziarvi per qualcosa che io sento ancora piú prezioso della condivisione dei beni e che sento state e stiamo vivendo grazie a Nisshash, cioé il percepire che siamo in cammino, insieme, portando dentro un sogno, un desiderio (io lo sento cosí e cerco di raccontarvelo dal mio sentire) il sogno di ascoltare la voce dei piccoli della Terra, di quelli che il mondo dei potenti non tiene in conto e che subiscono oppressioni e violenze di vario tipo. La voce che sale dall’ Etiopia, dal Bangladesh, dal Paraguay, dal Sudan e da quanti altri Paesi travagliati al loro interno, e credo che si possa dire anche da Erba, Como, Milano con i loro contrasti sociali e economici, vero?...
         Sono questi piccoli e emarginati della terra e nelle varie geografie, che mi spronano a cercare cammini di giustizia, dove la semplicitá e la relazione fraterna possano darsi la mano, dove uno impara a dire no a quello che non gli é necessario e decide, dal profondo della sua libertá, di non lasciarsi ubriacare dalle molte cose, dove, come dice un salmo, non mi ricordo il numero, le armi si trasformeranno in falci e in aratri, gli strumenti della violenza in strumenti per il quotidiano vivere e lavorare. Sono loro che hanno suscitato in me domande come: di cosa ho realmente bisogno? quale é la mia parte di responsabilitá in questo squilibrio tanto evidente che c’è nel nostro mondo? che passo concreto fare oggi? quali sono le armi che mi porto dentro e che, piú o meno consapevolmente, sfoderero quando l’altro nella sua diversitá mi infastidisce e mette in questione le mie certezze? E questo accade cominciando dalla vita in comunitá, senza cercare troppo lontano. Credo che potete capire quello che sto dicendo...E, ancora, cosa significa per me credere alla fraternitá e vivere questo appello come piccola sorella?
         Penso che cada uno e cada una di voi puó sentire dentro queste provocazioni, que mi sembrano essere, in fondo, un invito a scegliere semplicemente la vita, e quello che la rende davvero umana non solo per me, per noi, ma per tutti...E credo che il nostro fratello Gesú ha saputo vivere questa scelta, teneva dentro questo desiderio che ogni persona abbia la vita e la vita in abbondanza e lo ha tradotto in parole e gesti molto concreti, camminando nella sua terra e non senza fatica...
         Allora vorrei ringraziarvi per ogni gesto e scelta che state facendo in questo senso, nel senso della vita, della giustizia, della pace, sono gesti che, e questo lo credo profondamente, hanno un valore enorme e tengono in sé una feconditá che non possiamo neanche immaginare...e il Vangelo ce lo dice..parlando del seme, il piú piccolo, che nascosto nella terra diventa l’albero piú grande,  raccontando del lievito che impastato e nascosto nella tanta farina tutta la fa lievitare o del sale che in piccole quantitá da gusto ai cibi...

         Carissimi, adesso concludo: vi chiedo scusa per questa lettera che alla fine risultó cosí lunga...E’ una lettera che mi é uscita dal cuore ed é impastata con la polvere di questa terra, con i volti della sua gente, che mi/ci accoglie e con la quale stiamo intentano cammini di fraternitá...
         A ciascuna e ciascuno un buon cammino...!
Valeria

sabato 8 dicembre 2012

Cena solidale del 24/11..Grazie a tutti!

Ecco qualche foto della cena solidale del 24/11 e il video di Sr. Maria Luisa che è stato proiettato nella serata. Ancora Grazie a tutti per la partecipazione!

In attesa...

In tanti!

La Band!

Gli Chef!


lunedì 26 novembre 2012

Allargare il respiro!


Cari amici e amiche, soci sostenitori  e volontari, ospiti attenti,

la vostra partecipazione alla cena organizzata questo sabato sera 24 novembre, è una cena di solidarietà per conoscere e finanziare i progetti e le collaborazioni che l’Associazione dal nome in lingua bengalese…”RESPIRO-NISSHASH”…ha in atto in 4 diversi paesi  di 3 continenti  del mondo: ASIA-Bangladesh, AFRICA-Etiopia e Ciad, AMERICA del SUD-Paraguay. ( Il 10 di novembre l’associazione ha compiuto i due anni di  vita e di lavoro splendidi).
Ritrovarsi allora è  un modo giovane per allargare il " RESPIRO" alle dimensioni vere dell'umanità .… scrive il premio nobel  Robindronath Tagore dall’India: “da tutte le parti si sentono le notti e i giorni risuonare di forti richiami, nel respiro di milioni di vite”. Non è fatica  ma il sentirsi parte del mistero dell’esistenza che ci accomuna ,che ci sorprende nell’infinite possibilità di essere e di essere felici!
La varietà e i colori del Menù speciale, ispirato ai 4 nostri paesi " partners", le immagini e le musiche di sottofondo, le persone che possono diventare amici da conoscere e da incontrare è la bellezza di questa sera …..e in più, immaginare nuove strade di collaborazione, di visita, d’incontro per avvicinarci, per entrare in case e mondi nuovi.
Io, p.Luca sono a Roma rettore  ancora per un anno ma il cuore vorrebbe già essere dentro un'altra lingua e sicuramente affaccendato in altri problemi più vicini ai poveri ma aspetto e mi preparo e mi siedo vicino a voi perché tutto quanto gusterete questa sera tocchi il cuore nel desiderio di aprire una strada.
In Bangladesh Il Centro Gesù Lavoratore di Dacca è in continua crescita e grazie al vostro incredibile sostegno anche le ultime costruzioni sono terminate e funzionanti. Il prossimo 16 dicembre festa nazionale in Bangladesh e quindi con le fabbriche quasi tutte chiuse, al Centro ci sarà una messa speciale e un anticipo della festa di Natale a cui almeno 600 lavoratori e lavoratrici parteciperanno. Mi hanno promesso che ci ricorderanno sicuramente per quanto si è avviato a favore di tanti giovani.
Deve essere questa la strada, una strada di semplicità e d’incontro, un cammino che ci fa essere più uomini perché fratelli, più donne perché amiche e compagne di chi aspetta di respirare un futuro di bene per tutti.

Ciao e grazie a ciascuno di voi. P.Luca.

Aguyjevete ha jajojuhutama!


Carissimi e carissime Amicis di Nisshash,

Eccomi con un po’ di notizie, dopo due mesi di…silenzio…, due mesi intensi, carichi di vissuto, di novitá, di incontri...in questo villaggio di pescatori e lavoratori della terra che sta diventando piano piano il nostro luogo di vita e di cammino...
Ybapobo, così si chiama il villaggio dove ci troviamo, si trova nella diocesi di San Pedro, un piccolo porto, ai bordi del Rio Paraguay: una ottantina di case, la maggior parte di legno e alcune di mattoni, in cui condividono terra e vita famiglie Paraguaye e famiglie indigene del gruppo dei Vy’a Guaraní.

Gente semplice, lavoratora, vivono di pesca, di animali (mucche soprattutto), coltivando la terra propria o dei molti latifondisti brasileri o paraguayi della zona che sanno “sfruttare” la terra e la gente anche... Gente aperta che sa con tanta naturalezza accogliere, e di questo noi siamo testimoni... Ci hanno fatto spazio nelle loro vite, offrendoci fin dai primi giorni quello che potevamo aver bisogno per vivere...
Valentina, una delle infermiere del posto, ci ha ospitato tutto questo tempo nella sua casa: dei due locali che tiene ne ha liberato uno perché potessimo installarci...mentre da una parte abbiamo visto arrivare un letto, da un’altra parte un materasso...da un’altra ancora lenzuola e coperte...poi un’altro letto con materasso...e poi uova, latte, carne...insomma si sono occupati di noi con una generositá davvero bella e, tra l’altro, senza conoscerci troppo...Questi gesti, che hanno dato un colore speciale al nostro iniziare, il colore della fiducia e della apertura, rimangono per noi preziosissimi... e continuano ad accompagnare i nostri passi...
Nel nostro desiderio di seguire Gesú a Betlemme e a Nazareth, é importante arrivare in un posto in punta di piedi...cercando di rispettare il sentire e la maniera di fare e di vivere della gente...di farci piccole come vorrebbe dire il nostro nome...piccole sorelle...per camminare con le persone, crescendo insieme...Cosí abbiamo cominciato il cammino in Ybapobo...sentendo forte la presenza di Dio che abita cosí profondamente la ordinarietá e semplicitá della vita, che ama abitare i margini della storia, come a Betlemme e a Nazareth, un Dio che é entranto nella nostra umanitá per la porta di servizio, come direbbe un prete amico conosciuto in Buenos Aires, in maniera silenziosa, delicata...Tutto questo parló molto alla nostra fondatrice e continua a farsi vita concreta nelle nostre vite di donne e sorelle...con tutti i nostri limiti e meschinitá, e anche con tutta la nostra passione e fiducia, quella fiducia e quella passione che ci hanno messo, un giorno, in cammino dietro a Lui...
Cosí, come ospiti e pellegrine, stiamo camminando...
Le giornate sono accompagnate dal ritmo della natura...soprattutto, quando, per motivi diversi, la corrente se ne va...e non rimangono che le stelle ad accompagnare le serate..., e dalla presenza del Rio, che è sentiero per gli esperti pescatori, strada per i contadini itineranti, fontana per le mani delle donne, pozzo per i cercatori d’acqua necessaria per il vivere quotidiano...
Forte e semplice è la fede della gente: tiene un posto particolare la preghiera in ricordo delle persone che sono decedute...9 giorni nel momento che il sole va a riposarsi, la gente si ritrova per pregare nelle case, ogni 6 mesi durante i primi due anni dalla morte della persona cara...celebrando cosí la fiducia nella Vita e nella tenerezza del Padre...
E’ una comunitá, come le molte altre comunitá della campagna in Paraguay, che i laici portano avanti e animano, come possono....Per darvi una idea, Ybapobo è una della 40 comunità che si sviluppano lungo la strada che collega San Pedro e Concepcion (circa 180 Km di cammino di terra) che fanno parte di una sola parrocchia. Il padre Miguel, 30 anni di etá, é il parroco di tutta questa zona....Come potete immaginare non puó farsi presente tanto spesso...1-2 volte all’anno...E noi siamo la unica comunitá religiosa...della parrocchia! La campagna infatti è un poco abbandonata su vari fronti...e di fatto molti e sempre di piú emigrano nelle cittá e soprattutto nella capitale...affollando in maniera insana le periferie...
Queste comunitá stanno anche subendo la pressione dei grandi proprietari terrieri che stando via via comprando terra per sfruttarla secondo i loro interessi, coltivando soja o piantando alberi come gli Eucalipti per la produzione della carta, alberi che crescono in fretta e che rovinano la terra...
Come ogni villaggio cominciamo a renderci conto delle divisioni interne che tiene, delle invidie e gelosie...la politica e la religione si mischiano e a volte contribuiscono a allargare le ferite e a ingrandire le separazioni...Qui sento e sentiamo un appello che è sfida insieme...Come essere presenza di pace e unitá?...Come tessere ponti e sostenere i cammini della veritá e della misericordia?...La nostra preghiera si fa spazio che cerca di raccogliere tutto ció...perchè la bontá infinita del Padre continui a far breccia nelle nostrevite e nelle vite di questa gente con la quale camminiamo...
E per finire queste righe vi volevo raccontare come stiamo mettendo su casa...All’inizio abbiamo cercato una casa da poter affittare...peró invano...e quando il vicario della diocesi  ci ha fatto la proposta di darci in prestito un terreno appartenente alla diocesi, abbiamo accettato volentieri. Durante un paio di settimane lo abbiamo pulito dalle erbacce...accompagnate dalla fedele presenza di bimbi incuriositi...Alcune persone del villaggio ci hanno dato tavole di legno, pali e lamiere per la costruzione della casa e da San Pedro alcune persone di una associazione di laici impegnati sono venute, di sorpresa con due camionette...Avevano portato quello che mancava per costruire la casa e nel giro di tre giorni hanno messo in piedi la struttura esterna...accampandosi in tende, mentre noi cercavamo di sfamare queste 8 bocche di uomini lavoratori...
Nella foto potete vedere la mescolanza della legna che viene da parti diverse...insieme a noi tre sorelle...Odilia, Graciela e io...che attraverso tutto ciò stiamo costruendo piano piano anche la nostra comunitá...imparando a conoscerci e a essere sorelle le une per le altre...con fiducia....





Carissimi e carissime,  per oggi mi fermo qui...
Le condizioni dove stiamo vivendo non permettono una comunicazione tanto frequente...Non abbiamo internet sul posto e comunichiamo con un cellulare...però ogni volta che posso è con tanta gioia che vengo a raggiungervi. Vi sento così vicini al mio camminare che sostenete non solo con i soldi, che sono importanti, ma anche con l’affetto, l’amicizia, attraverso il vostro compromettervi nella vita di tuttti i giorni in cammini in cui la giustizia e la misericordia possono abbracciarsi, la semplicitá e la generositá incontrarsi...e di questo vi sono profondamente grata....
Un caldo abbraccio da questa terra che amo e un saluto tutto guaraní:
Aguyjevete ha jajojuhutama! Grazie mille e alla prossima volta che ci incontriamo!

Valeria

venerdì 9 novembre 2012

Cena solidale - sabato 24/11


Cari amici di Nisshash, 

siete tutti invitati alla cena solidale a sostegno dei progetti dei nostri missionari erbesi. Invitate anche parenti ed amici!



Qui puoi scaricare il volantino in formato PDFVOLANTINO CENA SOLIDALE

mercoledì 7 novembre 2012

C'è il profumo della vita nel caffè - Racconti e incontri d'Etiopia

Vi ricordiamo che Venerdì 9 Novembre alle 21 presso l'auditorium della CDG si terrà una serata di racconti dell'esperienza estiva a Shire (Etiopia) . Le giovani dell'associazione ci parleranno delle emozioni e delle riflessioni raccolte nella missione di Sr. Maria Luisa



martedì 30 ottobre 2012

Un saluto


Shire, 06.10.2012

Carissimi amici, 
Leggo dalla vostra email che è ormai prossimo l’incontro, ritardato per i vari impegni, ma ricco di tante idee, energie e desideri di bene. Avendo oggi la corrente e miracolosamente anche internet, sono contenta di potervi raggiungere.
Mi trovo ancora in India, dove ho accompagnato Lemlem e Mana le prime due novizie dell’Etiopia che vivranno il loro tempo di noviziato qui a Nadaikkavu, nel sud dell’India, nel Tamil Nadu, insieme ad altre 6 novizie indiane. 

Lemlem e Mana con la divisa indiana            
È una grande gioia per noi missionarie di Etiopia vedere come il Signore raggiunga i cuori anche servendosi di strumenti fragili come noi. Nella nostra Shire, dove tutti sono ortodossi e dove stanno crescendo in numero musulmani e protestanti, il Signore non smette di dichiarare il suo amore per ogni creatura e di dimostrarlo in maniera particolare ad alcuni affinché lo possano seguire nella loro vita, con entusiasmo e tanto zelo.
La sfida del noviziato interculturale è molto esigente, come è già evidente nelle piccole fatiche quotidiane di questo primo mese, (cibo fortemente piccante, inglese-indiano così diverso dall’inglese-etiopico, caldo e umidità mai sentiti in Etiopia) ma necessaria e vitale non solo per la nostra chiesa etiopica, ma anche per la nostra congregazione che sta vivendo un tempo di nuove fioriture sia in Asia sia in Africa e certamente per la Chiesa universale.

con l’abito tradizionale etiopico insieme alla maestra di noviziato e a tutte le novizie

Lemlem e Mana sono ragazze che insieme ad altre giovani hanno potuto vivere e gustare l’esperienza dei campi estivi con vari gruppi di volontari e anche con il gruppo di volontari della nostra Associazione. Ringrazio Dio per avere offerto a loro la possibilità di questo momento di crescita proprio alla vigilia del loro ingresso in noviziato: l’esempio di giovani motivate prima di tutto, rispettose e curiose della cultura etiopica, interessate alla storia del popolo abissino, alla sua situazione politica e sociale, ha lasciato un segno molto positivo in queste giovani etiopi, spesso ricurve e chiuse nella loro cultura, vittime di un sistema educativo poco sviluppato e poco incline a sollecitare il pensare, l’indagare, lo scoprire e il comprendere della realtà. L’esempio di un nuovo modo di vivere e di essere nel mondo ha permesso di aprire gli occhi e il cuore ad un nuovo modo di porsi nei confronti della propria situazione. Penso che questo sia un prezioso dono che l’Associazione ha fatto alla missione e che va ben oltre il condividere ricchezze materiali che pure ci sono state portate e in abbondanza, e che aiuta a promuovere e ad educare nel vero senso della parola. Missioni anche di un breve periodo, ma organizzate e animate da un senso di profondo rispetto e da un desiderio di comunione sono molto incisive ed estremamente utili nello svolgimento di una missione che talvolta, nel quotidiano, è chiamata ad affrontare momenti di stanchezza e di scoraggiamento.

Una gita prima della partenza per l’India

Insieme al mio grazie e a quello di sr Costanza, sr Linda, sr Marceline, di Lemlem, Mana, Fana, Rahwa, Sannait, Zebib, dei nostri collaboratori in particolare Teages e Abraha, e di tutti i bambini e i poveri di Shire, desidero ripetere il nostro invito a continuare questa collaborazione per crescere nel nostro essere Chiesa e Comunione.
Affido questo nostro comune cammino al Santo che ha portato la fede cattolica nella terra tigrina, san Giustino De Jacobis. Nel suo primo discorso alla gente di Etiopia diceva: “… tutta la vita che mi resta la voglio spendere per voi. Se siete afflitti, io verrò a consolarvi nel nome di Gesù Cristo. Se siete poveri, io verrò a consolarvi nel nome di Gesù Cristo. Se siete nudi, vi darò la mia veste per coprirvi, se siete affamati, vi darò il mio pane per satollarvi. Se siete ammalati vi verrò a visitare. Se volete che vi insegni quel poco che so, lo farò con grande piacere”.
Con lui mi sento di poter dire oggi: se volete che vi comunichiamo quel poco che siamo nella nostra debolezza, con gioia e per Gesù lo faremo, e apprenderemo da voi ciò che la vostro essere vorrà donarci.
Ed ora personalmente desidero ringraziare ciascuno di voi per la vicinanza, il sostegno e la preghiera per la mia mamma e la mia famiglia nel doloroso momento del suo ritorno alla casa del Padre. Ora la mia mamma, socia dell’Associazione e sostenitrice in mille modi della nostra missione ci assiste e ci accompagna nei nostri spostamenti e non cesserà di pregare per tutti noi.

Ancora un grande grazie e un augurio di ogni bene!
  
Un abbraccio in Dio solo! sr M.Luisa

venerdì 12 ottobre 2012

Masigott 2012

Ecco alcuni premi che saranno in palio con  il gioco della ruota alla Sagra del Masigott 2012. Non mancate!


Coperta e Natività

Cuscini

Lavanda

Vintage

lunedì 17 settembre 2012

Da San Pedro...

Carissimi amici di Nisshash,

Eccomi a scrivervi alcune notizie con un po piú di calma. Ci troviamo nella cittá di San Pedro, a un 400 Km piú o meno dalla capitale andando verso il nord. La diocesi é quella dove Lugo era vescovo prima di essere eletto presidente. Dopo di lui il vescovo fu Adalberto Martinez che avevemo conosciuto il mese di noviembre quando siamo venute la prima volta. Ora é stato nominato vescovo dell’esercito e non é stato ancora nominato quello nuovo. Padre Celso é il vicario che sostituisce il vescovo fino alla sua nominazione. Questo per dire che la situazione della diocesi é un po campata per aria con questo posto vuoto che sta dal mese di marzo.
Siamo arrivate qui con la camionetta del padre Miguel circa due settimane fa. Ci trovavamo da una settimana a Yvapovo, un “pueblito”, come si dice qui, a 180 Km da San Pedro verso il nord, andando verso Concepción. Il padre Miguel era venuto quel martedi per celebrare una messa. E´il responsabile della pastorale della campagna e arriva a visitare ogni comunitá ogni 3-4 mesi…per il resto la gente celebra liturgie della parola da sola. Quando viene il prete é la occasione di celebrare battesimi, matrimoni….tutti i sacramenti insomma. Martedi c’erano 6 battesimi.
A Yvapovo, che in Guaraní é il nome di un albero che fa una ombra bellissima, avendo tante e fitte foglie, viviono circa 250 famiglie, una parte sono paraguaye e una parte indigene dei gruppi Lengua e Ara Guarani. Questa convivenza ci aveva giá attirato la prima volta che siamo venute e ora stando piú tempo ci siamo fatte la idea che in questo posto potremmo cominciare a meter su casa, dandoci un tempo di un anno per poter poi rileggere e vedere come va concretamente la vitae vedere se si conferma questa possibilitá…Abbiamo individuato, seguendo il suggeriemnto della gente, alcune case di legno che si potrebbero prendere in affitto. Una in particolre ci piacerebbe essendo vicina al rio Paraguay.
E´ un popolo di pescatori e lavoratori della terra…Pensiamo che sará possibile tenere un orto per noi e anche per venderé verdura, e Odilia potrebbe fare un po di cucito come lavoro…Si potrebbe poi imparare anche a pescare…perché no? Ci sono anche nella zona diversi latifondi di brasiliani dove si potrebbe trovare lavoro nelle cucine o nel campo….Vedremo…Ci renderemo conto di tutto questo vivendoci…I piccoli fratelli, Juancito e Carlos che stanno nella capitale si sono offerti di aiutarci a sistemare la casa e ad avviare l’orto…Tra l’altro i fratelli avevano vissuto negli anni 80-90 in una zona vicina e c’é molta gente che si ricorda di loro, del loro modo di vivere…e questo ci aiuterá a situarci…
Concretamente ritorniamo a Yvapovo domani, e il padre Celso potrá accompagnarci in camionetta …La gente di li parla quasi sempre in Guarani ma per fortuna molti capiscono il castigliano e alcuni lo parlano anche…Sará la occasione per impararlo…o per lo meno provarci…
Siamo molto contente di questa prospettiva che si sta aprendo….andremo piano, e verificando man mano..Non mancheranno le sfide e difficoltá legate alla precarietá dell’inizio pero facciamo fiducia…soprattutto alla gente di lí che ci ha accolto con tanta attenzione e affetto…
Attorno al 15 di noviembre andremo tutte e tre a Buenos Aires per un incontro con tutte le sorelle della Regione e sará la occasione per fare un primo bilancio…Ci saranno anche le sorelle del Consiglio generale che avranno concluso la visita alle varie fraternitá della Regione. Probabilmente ci fermeremo 2-3 settimane…Cosi sará la occasione di “risentirci” con piú calma.
Io continuo bene, contenta e la salute per ora mi accompagna…gambe comprese…Sapete che quando eravamo a Yvapovo ci sono stati due giorni abastanza caldi…Non potete immaginarvi il ristoro dell’entrare nel fiume, cosí, vestita e starci facendo finta di nuotare a un metro dalla riva…chissa che impari finalmente a nuotare…
Un abbraccione grande grande con tutti il mio affetto
Valeria