"Da tutte le parti si sentono le notti e i giorni risuonare di forti richiami, nel respiro di migliaia di vite" (R. Tagore)

lunedì 10 dicembre 2012

Siamo in cammino, insieme


                                                                                           6 dicembre 2012

Cari amici di Nisshash,
         Come vi ha accennato e annunciato Giovanna, eccomi a raggiungervi con alcune righe, innanzitutto per ringraziare ciascuna e ciascuno, davvero personalmente per quello che fate, per quello che state portando avanti accompagnando e sostenendo i nostri passi in terre lontane e coltivando, dove vivete, quei germogli di giustizia, solidarietá e fraternitá che fanno bella la terra...
         Mi sembra cosí prezioso, oltre che essere importante, questo desiderio che vi abita di condivisione, di apertura a realtá lontane che a volte non trovano spazio nelle notizie dei mezzi di comunicazione e che sono difficili e delicate a livello politico e sociale e dove la povertá avvolge tutte le cose rendendo ancora piú complicata la vita delle persone. Ed é una povertá che spesso é il risultato di una ingiustizia planificata, che si esprime nel subdolo accaparrarsi delle ricchezze locali da parte di multinazionali o di grandi potenze straniere. In Paraguay sono soprattutto il Brasile, il Canada e l’Argentina e i grandi obiettivi sono le piantagioni della soja e di alberi di eucaliptus: si possono vedere estensioni vastissime di soya e numerose piantagioni di questi alberi che crescono rapidi, sottraggono molta acqua alla terra e la impoveriscono e che vengono usati per la produzione della carta.
         Ma tutto ció giá lo sapete bene...e lo conoscete meglio di me...

         I soldi che avete via via raccolto, con creativitá e impegno (che, per il basso valore che tiene il Guaraní rispetto all’euro, sono davvero tanti: 200 euros equivalgono circa a 1200000 guaraní, che corrisponde piú o meno a un salario minimo, quindi al salario di molta gente di qui) ci hanno aiutato a sostenere le spese dei viaggi, dall’Argentina al Paraguay e, all’interno del Paraguay, nel periodo in cui ci siamo spostate abbastanza per cercare un posto dove poter cominciare la comunitá e anche ultimamante, avendo dovuto andare a Buenos Aires per un incontro tra sorelle e per fare alcune pratiche e documenti. I mattoni e il materiale annesso per la costruzione del basamento della casa ci sono costati 150 euro, e altri 200 sono andati nella costruzione delle pareti. Nelle prossime settimane prevediamo di spendere piu o meno 1000 euro per le pratiche per ottenere la residenza temporanea, necessaria per poter vivere nel paese legalmente. Prezioso dunque il vostro apporto...grazie per aver dato del vostro perché questo inizio di fraternitá potesse avvenire! Grazie da parte mia e anche della Fraternitá tutta...
         Come potete ben immaginare la gran parte dei soldi che avete inviato non li abbiamo ancora spesi, per questo avremmo pensato di farli circolare e incanalarne una parte per sostenere altre comunitá nuove che stanno nascendo, come per esempio quella in Cambogia. Che ve ne pare? Per noi é importante che i soldi circolino, che trovino un uso senza accumularli, il desiderio, come comunitá sarebbe quello di condividere e distribuire secondo i bisogni piú che di risparmiare...
        
         Ma soprattutto vorrei ringraziarvi per qualcosa che io sento ancora piú prezioso della condivisione dei beni e che sento state e stiamo vivendo grazie a Nisshash, cioé il percepire che siamo in cammino, insieme, portando dentro un sogno, un desiderio (io lo sento cosí e cerco di raccontarvelo dal mio sentire) il sogno di ascoltare la voce dei piccoli della Terra, di quelli che il mondo dei potenti non tiene in conto e che subiscono oppressioni e violenze di vario tipo. La voce che sale dall’ Etiopia, dal Bangladesh, dal Paraguay, dal Sudan e da quanti altri Paesi travagliati al loro interno, e credo che si possa dire anche da Erba, Como, Milano con i loro contrasti sociali e economici, vero?...
         Sono questi piccoli e emarginati della terra e nelle varie geografie, che mi spronano a cercare cammini di giustizia, dove la semplicitá e la relazione fraterna possano darsi la mano, dove uno impara a dire no a quello che non gli é necessario e decide, dal profondo della sua libertá, di non lasciarsi ubriacare dalle molte cose, dove, come dice un salmo, non mi ricordo il numero, le armi si trasformeranno in falci e in aratri, gli strumenti della violenza in strumenti per il quotidiano vivere e lavorare. Sono loro che hanno suscitato in me domande come: di cosa ho realmente bisogno? quale é la mia parte di responsabilitá in questo squilibrio tanto evidente che c’è nel nostro mondo? che passo concreto fare oggi? quali sono le armi che mi porto dentro e che, piú o meno consapevolmente, sfoderero quando l’altro nella sua diversitá mi infastidisce e mette in questione le mie certezze? E questo accade cominciando dalla vita in comunitá, senza cercare troppo lontano. Credo che potete capire quello che sto dicendo...E, ancora, cosa significa per me credere alla fraternitá e vivere questo appello come piccola sorella?
         Penso che cada uno e cada una di voi puó sentire dentro queste provocazioni, que mi sembrano essere, in fondo, un invito a scegliere semplicemente la vita, e quello che la rende davvero umana non solo per me, per noi, ma per tutti...E credo che il nostro fratello Gesú ha saputo vivere questa scelta, teneva dentro questo desiderio che ogni persona abbia la vita e la vita in abbondanza e lo ha tradotto in parole e gesti molto concreti, camminando nella sua terra e non senza fatica...
         Allora vorrei ringraziarvi per ogni gesto e scelta che state facendo in questo senso, nel senso della vita, della giustizia, della pace, sono gesti che, e questo lo credo profondamente, hanno un valore enorme e tengono in sé una feconditá che non possiamo neanche immaginare...e il Vangelo ce lo dice..parlando del seme, il piú piccolo, che nascosto nella terra diventa l’albero piú grande,  raccontando del lievito che impastato e nascosto nella tanta farina tutta la fa lievitare o del sale che in piccole quantitá da gusto ai cibi...

         Carissimi, adesso concludo: vi chiedo scusa per questa lettera che alla fine risultó cosí lunga...E’ una lettera che mi é uscita dal cuore ed é impastata con la polvere di questa terra, con i volti della sua gente, che mi/ci accoglie e con la quale stiamo intentano cammini di fraternitá...
         A ciascuna e ciascuno un buon cammino...!
Valeria

sabato 8 dicembre 2012

Cena solidale del 24/11..Grazie a tutti!

Ecco qualche foto della cena solidale del 24/11 e il video di Sr. Maria Luisa che è stato proiettato nella serata. Ancora Grazie a tutti per la partecipazione!

In attesa...

In tanti!

La Band!

Gli Chef!


lunedì 26 novembre 2012

Allargare il respiro!


Cari amici e amiche, soci sostenitori  e volontari, ospiti attenti,

la vostra partecipazione alla cena organizzata questo sabato sera 24 novembre, è una cena di solidarietà per conoscere e finanziare i progetti e le collaborazioni che l’Associazione dal nome in lingua bengalese…”RESPIRO-NISSHASH”…ha in atto in 4 diversi paesi  di 3 continenti  del mondo: ASIA-Bangladesh, AFRICA-Etiopia e Ciad, AMERICA del SUD-Paraguay. ( Il 10 di novembre l’associazione ha compiuto i due anni di  vita e di lavoro splendidi).
Ritrovarsi allora è  un modo giovane per allargare il " RESPIRO" alle dimensioni vere dell'umanità .… scrive il premio nobel  Robindronath Tagore dall’India: “da tutte le parti si sentono le notti e i giorni risuonare di forti richiami, nel respiro di milioni di vite”. Non è fatica  ma il sentirsi parte del mistero dell’esistenza che ci accomuna ,che ci sorprende nell’infinite possibilità di essere e di essere felici!
La varietà e i colori del Menù speciale, ispirato ai 4 nostri paesi " partners", le immagini e le musiche di sottofondo, le persone che possono diventare amici da conoscere e da incontrare è la bellezza di questa sera …..e in più, immaginare nuove strade di collaborazione, di visita, d’incontro per avvicinarci, per entrare in case e mondi nuovi.
Io, p.Luca sono a Roma rettore  ancora per un anno ma il cuore vorrebbe già essere dentro un'altra lingua e sicuramente affaccendato in altri problemi più vicini ai poveri ma aspetto e mi preparo e mi siedo vicino a voi perché tutto quanto gusterete questa sera tocchi il cuore nel desiderio di aprire una strada.
In Bangladesh Il Centro Gesù Lavoratore di Dacca è in continua crescita e grazie al vostro incredibile sostegno anche le ultime costruzioni sono terminate e funzionanti. Il prossimo 16 dicembre festa nazionale in Bangladesh e quindi con le fabbriche quasi tutte chiuse, al Centro ci sarà una messa speciale e un anticipo della festa di Natale a cui almeno 600 lavoratori e lavoratrici parteciperanno. Mi hanno promesso che ci ricorderanno sicuramente per quanto si è avviato a favore di tanti giovani.
Deve essere questa la strada, una strada di semplicità e d’incontro, un cammino che ci fa essere più uomini perché fratelli, più donne perché amiche e compagne di chi aspetta di respirare un futuro di bene per tutti.

Ciao e grazie a ciascuno di voi. P.Luca.

Aguyjevete ha jajojuhutama!


Carissimi e carissime Amicis di Nisshash,

Eccomi con un po’ di notizie, dopo due mesi di…silenzio…, due mesi intensi, carichi di vissuto, di novitá, di incontri...in questo villaggio di pescatori e lavoratori della terra che sta diventando piano piano il nostro luogo di vita e di cammino...
Ybapobo, così si chiama il villaggio dove ci troviamo, si trova nella diocesi di San Pedro, un piccolo porto, ai bordi del Rio Paraguay: una ottantina di case, la maggior parte di legno e alcune di mattoni, in cui condividono terra e vita famiglie Paraguaye e famiglie indigene del gruppo dei Vy’a Guaraní.

Gente semplice, lavoratora, vivono di pesca, di animali (mucche soprattutto), coltivando la terra propria o dei molti latifondisti brasileri o paraguayi della zona che sanno “sfruttare” la terra e la gente anche... Gente aperta che sa con tanta naturalezza accogliere, e di questo noi siamo testimoni... Ci hanno fatto spazio nelle loro vite, offrendoci fin dai primi giorni quello che potevamo aver bisogno per vivere...
Valentina, una delle infermiere del posto, ci ha ospitato tutto questo tempo nella sua casa: dei due locali che tiene ne ha liberato uno perché potessimo installarci...mentre da una parte abbiamo visto arrivare un letto, da un’altra parte un materasso...da un’altra ancora lenzuola e coperte...poi un’altro letto con materasso...e poi uova, latte, carne...insomma si sono occupati di noi con una generositá davvero bella e, tra l’altro, senza conoscerci troppo...Questi gesti, che hanno dato un colore speciale al nostro iniziare, il colore della fiducia e della apertura, rimangono per noi preziosissimi... e continuano ad accompagnare i nostri passi...
Nel nostro desiderio di seguire Gesú a Betlemme e a Nazareth, é importante arrivare in un posto in punta di piedi...cercando di rispettare il sentire e la maniera di fare e di vivere della gente...di farci piccole come vorrebbe dire il nostro nome...piccole sorelle...per camminare con le persone, crescendo insieme...Cosí abbiamo cominciato il cammino in Ybapobo...sentendo forte la presenza di Dio che abita cosí profondamente la ordinarietá e semplicitá della vita, che ama abitare i margini della storia, come a Betlemme e a Nazareth, un Dio che é entranto nella nostra umanitá per la porta di servizio, come direbbe un prete amico conosciuto in Buenos Aires, in maniera silenziosa, delicata...Tutto questo parló molto alla nostra fondatrice e continua a farsi vita concreta nelle nostre vite di donne e sorelle...con tutti i nostri limiti e meschinitá, e anche con tutta la nostra passione e fiducia, quella fiducia e quella passione che ci hanno messo, un giorno, in cammino dietro a Lui...
Cosí, come ospiti e pellegrine, stiamo camminando...
Le giornate sono accompagnate dal ritmo della natura...soprattutto, quando, per motivi diversi, la corrente se ne va...e non rimangono che le stelle ad accompagnare le serate..., e dalla presenza del Rio, che è sentiero per gli esperti pescatori, strada per i contadini itineranti, fontana per le mani delle donne, pozzo per i cercatori d’acqua necessaria per il vivere quotidiano...
Forte e semplice è la fede della gente: tiene un posto particolare la preghiera in ricordo delle persone che sono decedute...9 giorni nel momento che il sole va a riposarsi, la gente si ritrova per pregare nelle case, ogni 6 mesi durante i primi due anni dalla morte della persona cara...celebrando cosí la fiducia nella Vita e nella tenerezza del Padre...
E’ una comunitá, come le molte altre comunitá della campagna in Paraguay, che i laici portano avanti e animano, come possono....Per darvi una idea, Ybapobo è una della 40 comunità che si sviluppano lungo la strada che collega San Pedro e Concepcion (circa 180 Km di cammino di terra) che fanno parte di una sola parrocchia. Il padre Miguel, 30 anni di etá, é il parroco di tutta questa zona....Come potete immaginare non puó farsi presente tanto spesso...1-2 volte all’anno...E noi siamo la unica comunitá religiosa...della parrocchia! La campagna infatti è un poco abbandonata su vari fronti...e di fatto molti e sempre di piú emigrano nelle cittá e soprattutto nella capitale...affollando in maniera insana le periferie...
Queste comunitá stanno anche subendo la pressione dei grandi proprietari terrieri che stando via via comprando terra per sfruttarla secondo i loro interessi, coltivando soja o piantando alberi come gli Eucalipti per la produzione della carta, alberi che crescono in fretta e che rovinano la terra...
Come ogni villaggio cominciamo a renderci conto delle divisioni interne che tiene, delle invidie e gelosie...la politica e la religione si mischiano e a volte contribuiscono a allargare le ferite e a ingrandire le separazioni...Qui sento e sentiamo un appello che è sfida insieme...Come essere presenza di pace e unitá?...Come tessere ponti e sostenere i cammini della veritá e della misericordia?...La nostra preghiera si fa spazio che cerca di raccogliere tutto ció...perchè la bontá infinita del Padre continui a far breccia nelle nostrevite e nelle vite di questa gente con la quale camminiamo...
E per finire queste righe vi volevo raccontare come stiamo mettendo su casa...All’inizio abbiamo cercato una casa da poter affittare...peró invano...e quando il vicario della diocesi  ci ha fatto la proposta di darci in prestito un terreno appartenente alla diocesi, abbiamo accettato volentieri. Durante un paio di settimane lo abbiamo pulito dalle erbacce...accompagnate dalla fedele presenza di bimbi incuriositi...Alcune persone del villaggio ci hanno dato tavole di legno, pali e lamiere per la costruzione della casa e da San Pedro alcune persone di una associazione di laici impegnati sono venute, di sorpresa con due camionette...Avevano portato quello che mancava per costruire la casa e nel giro di tre giorni hanno messo in piedi la struttura esterna...accampandosi in tende, mentre noi cercavamo di sfamare queste 8 bocche di uomini lavoratori...
Nella foto potete vedere la mescolanza della legna che viene da parti diverse...insieme a noi tre sorelle...Odilia, Graciela e io...che attraverso tutto ciò stiamo costruendo piano piano anche la nostra comunitá...imparando a conoscerci e a essere sorelle le une per le altre...con fiducia....





Carissimi e carissime,  per oggi mi fermo qui...
Le condizioni dove stiamo vivendo non permettono una comunicazione tanto frequente...Non abbiamo internet sul posto e comunichiamo con un cellulare...però ogni volta che posso è con tanta gioia che vengo a raggiungervi. Vi sento così vicini al mio camminare che sostenete non solo con i soldi, che sono importanti, ma anche con l’affetto, l’amicizia, attraverso il vostro compromettervi nella vita di tuttti i giorni in cammini in cui la giustizia e la misericordia possono abbracciarsi, la semplicitá e la generositá incontrarsi...e di questo vi sono profondamente grata....
Un caldo abbraccio da questa terra che amo e un saluto tutto guaraní:
Aguyjevete ha jajojuhutama! Grazie mille e alla prossima volta che ci incontriamo!

Valeria

venerdì 9 novembre 2012

Cena solidale - sabato 24/11


Cari amici di Nisshash, 

siete tutti invitati alla cena solidale a sostegno dei progetti dei nostri missionari erbesi. Invitate anche parenti ed amici!



Qui puoi scaricare il volantino in formato PDFVOLANTINO CENA SOLIDALE

mercoledì 7 novembre 2012

C'è il profumo della vita nel caffè - Racconti e incontri d'Etiopia

Vi ricordiamo che Venerdì 9 Novembre alle 21 presso l'auditorium della CDG si terrà una serata di racconti dell'esperienza estiva a Shire (Etiopia) . Le giovani dell'associazione ci parleranno delle emozioni e delle riflessioni raccolte nella missione di Sr. Maria Luisa



martedì 30 ottobre 2012

Un saluto


Shire, 06.10.2012

Carissimi amici, 
Leggo dalla vostra email che è ormai prossimo l’incontro, ritardato per i vari impegni, ma ricco di tante idee, energie e desideri di bene. Avendo oggi la corrente e miracolosamente anche internet, sono contenta di potervi raggiungere.
Mi trovo ancora in India, dove ho accompagnato Lemlem e Mana le prime due novizie dell’Etiopia che vivranno il loro tempo di noviziato qui a Nadaikkavu, nel sud dell’India, nel Tamil Nadu, insieme ad altre 6 novizie indiane. 

Lemlem e Mana con la divisa indiana            
È una grande gioia per noi missionarie di Etiopia vedere come il Signore raggiunga i cuori anche servendosi di strumenti fragili come noi. Nella nostra Shire, dove tutti sono ortodossi e dove stanno crescendo in numero musulmani e protestanti, il Signore non smette di dichiarare il suo amore per ogni creatura e di dimostrarlo in maniera particolare ad alcuni affinché lo possano seguire nella loro vita, con entusiasmo e tanto zelo.
La sfida del noviziato interculturale è molto esigente, come è già evidente nelle piccole fatiche quotidiane di questo primo mese, (cibo fortemente piccante, inglese-indiano così diverso dall’inglese-etiopico, caldo e umidità mai sentiti in Etiopia) ma necessaria e vitale non solo per la nostra chiesa etiopica, ma anche per la nostra congregazione che sta vivendo un tempo di nuove fioriture sia in Asia sia in Africa e certamente per la Chiesa universale.

con l’abito tradizionale etiopico insieme alla maestra di noviziato e a tutte le novizie

Lemlem e Mana sono ragazze che insieme ad altre giovani hanno potuto vivere e gustare l’esperienza dei campi estivi con vari gruppi di volontari e anche con il gruppo di volontari della nostra Associazione. Ringrazio Dio per avere offerto a loro la possibilità di questo momento di crescita proprio alla vigilia del loro ingresso in noviziato: l’esempio di giovani motivate prima di tutto, rispettose e curiose della cultura etiopica, interessate alla storia del popolo abissino, alla sua situazione politica e sociale, ha lasciato un segno molto positivo in queste giovani etiopi, spesso ricurve e chiuse nella loro cultura, vittime di un sistema educativo poco sviluppato e poco incline a sollecitare il pensare, l’indagare, lo scoprire e il comprendere della realtà. L’esempio di un nuovo modo di vivere e di essere nel mondo ha permesso di aprire gli occhi e il cuore ad un nuovo modo di porsi nei confronti della propria situazione. Penso che questo sia un prezioso dono che l’Associazione ha fatto alla missione e che va ben oltre il condividere ricchezze materiali che pure ci sono state portate e in abbondanza, e che aiuta a promuovere e ad educare nel vero senso della parola. Missioni anche di un breve periodo, ma organizzate e animate da un senso di profondo rispetto e da un desiderio di comunione sono molto incisive ed estremamente utili nello svolgimento di una missione che talvolta, nel quotidiano, è chiamata ad affrontare momenti di stanchezza e di scoraggiamento.

Una gita prima della partenza per l’India

Insieme al mio grazie e a quello di sr Costanza, sr Linda, sr Marceline, di Lemlem, Mana, Fana, Rahwa, Sannait, Zebib, dei nostri collaboratori in particolare Teages e Abraha, e di tutti i bambini e i poveri di Shire, desidero ripetere il nostro invito a continuare questa collaborazione per crescere nel nostro essere Chiesa e Comunione.
Affido questo nostro comune cammino al Santo che ha portato la fede cattolica nella terra tigrina, san Giustino De Jacobis. Nel suo primo discorso alla gente di Etiopia diceva: “… tutta la vita che mi resta la voglio spendere per voi. Se siete afflitti, io verrò a consolarvi nel nome di Gesù Cristo. Se siete poveri, io verrò a consolarvi nel nome di Gesù Cristo. Se siete nudi, vi darò la mia veste per coprirvi, se siete affamati, vi darò il mio pane per satollarvi. Se siete ammalati vi verrò a visitare. Se volete che vi insegni quel poco che so, lo farò con grande piacere”.
Con lui mi sento di poter dire oggi: se volete che vi comunichiamo quel poco che siamo nella nostra debolezza, con gioia e per Gesù lo faremo, e apprenderemo da voi ciò che la vostro essere vorrà donarci.
Ed ora personalmente desidero ringraziare ciascuno di voi per la vicinanza, il sostegno e la preghiera per la mia mamma e la mia famiglia nel doloroso momento del suo ritorno alla casa del Padre. Ora la mia mamma, socia dell’Associazione e sostenitrice in mille modi della nostra missione ci assiste e ci accompagna nei nostri spostamenti e non cesserà di pregare per tutti noi.

Ancora un grande grazie e un augurio di ogni bene!
  
Un abbraccio in Dio solo! sr M.Luisa

venerdì 12 ottobre 2012

Masigott 2012

Ecco alcuni premi che saranno in palio con  il gioco della ruota alla Sagra del Masigott 2012. Non mancate!


Coperta e Natività

Cuscini

Lavanda

Vintage

lunedì 17 settembre 2012

Da San Pedro...

Carissimi amici di Nisshash,

Eccomi a scrivervi alcune notizie con un po piú di calma. Ci troviamo nella cittá di San Pedro, a un 400 Km piú o meno dalla capitale andando verso il nord. La diocesi é quella dove Lugo era vescovo prima di essere eletto presidente. Dopo di lui il vescovo fu Adalberto Martinez che avevemo conosciuto il mese di noviembre quando siamo venute la prima volta. Ora é stato nominato vescovo dell’esercito e non é stato ancora nominato quello nuovo. Padre Celso é il vicario che sostituisce il vescovo fino alla sua nominazione. Questo per dire che la situazione della diocesi é un po campata per aria con questo posto vuoto che sta dal mese di marzo.
Siamo arrivate qui con la camionetta del padre Miguel circa due settimane fa. Ci trovavamo da una settimana a Yvapovo, un “pueblito”, come si dice qui, a 180 Km da San Pedro verso il nord, andando verso Concepción. Il padre Miguel era venuto quel martedi per celebrare una messa. E´il responsabile della pastorale della campagna e arriva a visitare ogni comunitá ogni 3-4 mesi…per il resto la gente celebra liturgie della parola da sola. Quando viene il prete é la occasione di celebrare battesimi, matrimoni….tutti i sacramenti insomma. Martedi c’erano 6 battesimi.
A Yvapovo, che in Guaraní é il nome di un albero che fa una ombra bellissima, avendo tante e fitte foglie, viviono circa 250 famiglie, una parte sono paraguaye e una parte indigene dei gruppi Lengua e Ara Guarani. Questa convivenza ci aveva giá attirato la prima volta che siamo venute e ora stando piú tempo ci siamo fatte la idea che in questo posto potremmo cominciare a meter su casa, dandoci un tempo di un anno per poter poi rileggere e vedere come va concretamente la vitae vedere se si conferma questa possibilitá…Abbiamo individuato, seguendo il suggeriemnto della gente, alcune case di legno che si potrebbero prendere in affitto. Una in particolre ci piacerebbe essendo vicina al rio Paraguay.
E´ un popolo di pescatori e lavoratori della terra…Pensiamo che sará possibile tenere un orto per noi e anche per venderé verdura, e Odilia potrebbe fare un po di cucito come lavoro…Si potrebbe poi imparare anche a pescare…perché no? Ci sono anche nella zona diversi latifondi di brasiliani dove si potrebbe trovare lavoro nelle cucine o nel campo….Vedremo…Ci renderemo conto di tutto questo vivendoci…I piccoli fratelli, Juancito e Carlos che stanno nella capitale si sono offerti di aiutarci a sistemare la casa e ad avviare l’orto…Tra l’altro i fratelli avevano vissuto negli anni 80-90 in una zona vicina e c’é molta gente che si ricorda di loro, del loro modo di vivere…e questo ci aiuterá a situarci…
Concretamente ritorniamo a Yvapovo domani, e il padre Celso potrá accompagnarci in camionetta …La gente di li parla quasi sempre in Guarani ma per fortuna molti capiscono il castigliano e alcuni lo parlano anche…Sará la occasione per impararlo…o per lo meno provarci…
Siamo molto contente di questa prospettiva che si sta aprendo….andremo piano, e verificando man mano..Non mancheranno le sfide e difficoltá legate alla precarietá dell’inizio pero facciamo fiducia…soprattutto alla gente di lí che ci ha accolto con tanta attenzione e affetto…
Attorno al 15 di noviembre andremo tutte e tre a Buenos Aires per un incontro con tutte le sorelle della Regione e sará la occasione per fare un primo bilancio…Ci saranno anche le sorelle del Consiglio generale che avranno concluso la visita alle varie fraternitá della Regione. Probabilmente ci fermeremo 2-3 settimane…Cosi sará la occasione di “risentirci” con piú calma.
Io continuo bene, contenta e la salute per ora mi accompagna…gambe comprese…Sapete che quando eravamo a Yvapovo ci sono stati due giorni abastanza caldi…Non potete immaginarvi il ristoro dell’entrare nel fiume, cosí, vestita e starci facendo finta di nuotare a un metro dalla riva…chissa che impari finalmente a nuotare…
Un abbraccione grande grande con tutti il mio affetto
Valeria


domenica 10 giugno 2012

Vi aspettiamo!

 Shire 10.06.2012

Carissimi amici,
vi penso riuniti a rileggere e a programmare, ma soprattutto a lodare il Signore per quanto anche attraverso il vostro agire compie in così tante terre di missione.
Noi qui stiamo aspettando con gioia la vostra delegazione che arriverà tra poco, e nel frattempo stiamo terminando l’arredamento dei locali che vi ospiteranno.
La cosa più bella di questi giorni è però l’accoglienza da parte delle nostre superiore della domanda di entrare in noviziato delle prime due giovani etiopi! Una grandissima grazie per noi e per questa comunità cattolica! Con Mana e Lemlem, le nuove novizie, cantiamo la nostra lode al Signore e ci prepariamo ad affrontare le lunghe e complesse trafile per ottenere il passaporto e il visa per entrare in India dove da settembre inizieranno il loro noviziato.
Il Centro di promozione della donna, come già vi avevo scritto è in fase di avvio: mentre continuano i corsi di inglese, informatica e di educazione sanitaria, è iniziato anche quello di ricamo. L’arrivo di sr Marceline dalla Repubblica Centro Africana, ci permette per il momento di avere una suora che insegna alle donne questa arte tanto amata ma ancora poco conosciuta nella città. Ogni giorno si aggiunge una nuova giovane ed ora siamo arrivate attorno alla quindicina, ma con un problema che dobbiamo affrontare e chiarire. Tutte pensano che venendo ad imparare riceveranno uno stipendio: stiamo allora cercando di far capire che questo è il training che offriamo gratuitamente, e che poi il guadagno arriverà quando incominceranno a vendere i loro prodotti. Un messaggio difficile da comprendere perché nuovo, e soprattutto perché queste donne hanno bisogno di aiuto economico.

Tra due settimane chiuderemo la scuola materna con la solita festa e la cosiddetta “graduation” di coloro che passeranno alle elementari: fervono i preparativi e… cresce l’ansia da parte degli insegnanti e dei parenti. Anche questo mostra però che ci tengono e ne siamo contente.

La scorsa settimana abbiamo organizzato per la prima volta una gita con la parrocchia: eravamo in 29, buon numero se consideriamo che i cattolici in Shire sono solo 42! È stato un bel momento di comunione e di crescita che speriamo di poter continuare. La presenza dei cattolici è ancora poco accettata e molto limitata, ma la grazia del Signore ci sta permettendo di avere nuovi collaboratori per il centro di promozione femminile e fino ad ora sono tutti cattolici provenienti dalla zona cattolica attorno ad Adigrat.
Vi allego alcune foto….che vi avevo promesso e mai inviato…. Anche questo fa parte della missione.






Buon incontro a tutti…. Io vi ricordo da qui e soprattutto mi sento davvero tanto sostenuta ed accompagnata: la mia è veramente la nostra missione.
Un abbraccio in Dio solo! sr M.Luisa

sabato 9 giugno 2012

la partenza per il Paraguay si avvicina...


Monte Chingolo, 9 di giugno 2012

Cari amici di Nisshash,
            in occasione della vostra assemblea annuale ho pensato che forse potevo raggiungere con qualche notizia e condividervi alcune immagini del quartiere dove viviamo, di alcuni vicini e di alcune delle piccole sorelle di qui...

            Nel cortito messaggio di pochi giorni fa vi dicevo che la partenza per il Paraguay si sta avvicinando....
            Devo confessarvi che mi sento un po' emozionata...Sará perché sento sempre piú la sproporzione tra questo desiderio-progetto di cominciare una comunitá nuova, tra questa esperienza di fondazione in un Paese tutto da scoprire, e le mie/nostre reali forze e possibilitá...
            Nello stesso tempo ho come la impressione che Dio sta prendendo sul serio questo desiderio, facendoci incontrare gente paraguaya davvero bella e con una grande apertura e generositá. Due famiglie che vivono qui a Buenos Aires ci hanno offerto la loro casa in Paraguay per atterrare....e anche una suora che conoscono le sorelle quando ha saputo che andiamo in Paraguay ci ha spalancato le porte della sua abitazione...vivendo sola in Assunzione, nella stessa capiltale...Inoltre Carlos, un piccolo fratello di Gesú paraguayo che sta finendo il suo noviziato qui, a partire del mese di agosto raggiungerá la fraternitá dei piccoli fratelli che si trova in uno dei quartieri della stessa capitale. Ci sembrano segni molto belli che aprono alla fiducia e alla speranza...e ci danno coraggio..

            L’apprendistato del guaraní, la lingua del Paraguay é abbastanza arduo...Tutti ci dicono che quando staremo sul posto impareremo velocemente...con la gente....speriamo!!!! Vi faccio solo un esempio: “come stai?” si dice   ”mba’echapa reiko”...interessante vero? Inoltre é una lingua con molti suoni nasali e gutturali che fanno lavorare muscoli di cui finora ignoravo la esistenza...

            Intanto continuo a imparare e approfondire il castigliano....Me la cavo abbastanza bene , dicono, peró non mi lascio mancare qualche starfalcione...giusto ieri  volendo dire “esprimermi” che in castigliano si dice “expresar”  e  mi é uscito “exprimir” che vuol dire “spremere”... come per fare un succo di arance per esempio...La settimanna scorsa il signore della merceria dove andavo per la prima volta mi ha chiesto da dove venivo. Si sorprese quando le dissi che ero italiana. Pensava che ero russa....” sará per la mia faccia” commento io. E lui “no, é per come parla”...Cosí ho scoperto di avere anche un accento russo....chissá in Paraguay che altri accenti andró scoprendo di me....

                La vita nel quartiere si fa intensa e la vita dei nostri vicini, complessa e complicata la maggior parte della volte, sta piano piano, e sempre piú, entrando nella mia vita di donna e di sorella...Cerchiamo di essere aperte e attente....ascoltando e accompagnando le persone come possiamo...
            Penso ad A., uno dei "nostri santi bevitori” che puó farsi vivo in qualsiasi ora del giorno,  a volte mangia con noi...Sta dormendo fuori da qualche giorno perché la sua famiglia non ce la fa piú...Proprio ieri ha accettato la nostra proposta di parlare con una nostra amica psicologa...Ci ha dato una gioia vederlo arrivare con un maglione pulito e in forma per questo incontro...E´uno spiraglio di luce....che cerchiamo di sostenere nella sua fragilitá...Penso a P. che vive con i nonni e una zia anche lei bevitrice...i suoi genitori stanno nella carcere...Mi impressiona lo sguardo cos í duro di questa bimba di 6 anni...che sembra giá cosí grande...Penso anche al S, che vive col papá; la mamma se ne é andata con un altro uomo...Ha 8 anni....e alcune volte sta con noi quando il papá non puo´occuparsi di lui....Penso a R. che non sta bene della testa...é convinto di essere prete, tra i tanti suoi deliri...Una volta che stavo pregando nella nostra cappellina con il Santissimo esposto è entrato e mi ha dato una benedizione eucaristica solenne degna della festa del Corpus Domini...
            E potrei continuare...
            Posso dirvi che, attraverso questo quotidiano...in questa terra che sento piano piano diventarmi famigliare, sí, posso dire di toccare con mano la bellezza e la feconditá della amicizia che le sorelle hanno intessuto in 20 anni di presenza qui.
            Mi sento testimone di quanto prezioso puó essere semplicemente ascoltare...cercando di appoggiare i desideri di bene e di vita che ci sono in ogni persona, anche se l'apparenza potrebbe lasciar pensare diversamente...Facendo da ponte, da appoggio, da trampolino a volte...Portando davanti a Dio questi volti, le situazioni, le persone, le nostre domande e il nostro sentimento di impotenza anche, e affidando tutto ció alle sue mani, mani di Padre, mani di amico...
            E qui ritrovo il desiderio fondamentale che mi ha portato e mi fa camminare nella Fraternitá delle sorelle...desiderio di farmi vicina, di farci vicine come comunitá, a chi nelle nostre societá, per distinti motivi, sta ai margini...e, dal di dentro, da una situazione condivisa, come sorelle e vicine, camminare insieme per crescere insieme verso un piú di vita e di speranza...Questo sentiero prende il suo tempo...é il tempo di Nazareth, il tempo del lievito, il tempo del seme nella terra...E in questo sentiero continuo e continuamo a credere...
Dove stendiamo la roba...

Vicini che vengono a disegnare ogni tanto

All'interno della fraternità con un po' di gente

Alcune piccole sorelle

Un pranzo ordinario in fraternità

Il compleanno di un vicino dietro la fraternità

la coppia del Paraguay che ci aiuta con il guaraní

il quartiere

il quartiere

la nostra cappellina

sorelle in bicicletta

            Bueno, mi fermo qui...e con profonda gratitudine e affetto vi saluto...Raggiungendovi ciascuno e ciascuna nei vostri Nazareth...

Valeria


venerdì 8 giugno 2012

Un abbraccio a ciascuno


Monte Chingolo, 8 Giugno 2012

Cari amici di Nisshash,
un abbraccio a ciascuno!

Vi scrivo perché ho appena ricevuto un messaggio dalle piccole sorelle che vivono in Pakistan, dove abbiamo mandato una parte dei soldi raccolti in occasione della mia professione perpetua. Desiderano scrivervi per ringraziarvi e dare notizie della situazione che sta vivendo il loro Paese, che, a un anno dalle inondazioni rimane con ancora molte necessitá...Cosí le ho dato questa mail dove sto scrivendo...Credo che prossimamente scriveranno. La sorella che mi ha scritto si chiama Rehana.

Approfitto per dirvi che la nostra partenza per il Paraguay si sta avvicinando....Sará in uno dei primi giorni di luglio...L'apprendistato della ingua di questo Paese, il Guaraní, é abbastanza arduo...tutti ci dicono che una volta sul posto impareremo piú rapidamente....Speriamo...Il corso che stiamo seguendo ci sta aiutando e, attraverso di esso, stiamo conoscendo gente paraguaya che vive qui in Argentina e che ha la sua famiglia in Paraguay...Relazioni che ci stanno aprendo possibili cammini...continuiamo a contare sulla vostra amicizia e affetto....

Grazie per le notizie della Associazione che arrivano...vi ricorderó il giorno 12 in occasione della Assamblea ordinaria...
Un grazie immenso per quello che portate avanti e sostenete....

Qui da due giorni siamo a -2 gradi.....Comincia l'inverno...
Un abbraccio
Valeria

giovedì 7 giugno 2012

Assemblea ordinaria 2012


Vi ricordiamo che è convocata l'Assemblea ordinaria dell'Associazione il giorno

Martedì 12 giugno 2012 alle ore 21

presso l’Auditorium della Casa della Gioventù di Erba in Via Cesare Battisti

Avremo con noi uno o due dei nostri missionari attualmente in Italia ( p.daniele e/o p.Luca) e un piccolo gruppo di ragazze presenterà il progetto di esperienza estiva che verrà vissuta in agosto in Etiopia nella missione di suor Maria Luisa.

Vi aspettiamo numerosi 

lunedì 23 aprile 2012

Grazie!


Shire 22.04.2012

Carissimi amici,  
sono ormai due settimane che mi trovo di nuovo nella nostra missione. Sono arrivata qui esattamente la sera della Vigilia della Domenica delle Palme (rito etiopico) e sono così entrata nella Settimana Santa insieme a questo popolo. Con loro abbiamo vissuto la Domenica di Resurrezione ed ora il tempo delle apparizioni di Gesù. Un tempo intenso alla luce della Parola di Dio e delle tradizioni abissine che aiutano a sentirsi avvolti dal senso del sacro e del mistero di Amore di Dio.
Sapore del tutto particolare ha avuto per noi questo tempo di grazia che ci dona di contemplare la vita nuova della Resurrezione per due motivi: la novità della nostra comunità che ora si è allargata per dare il benvenuto a Sr Marceline della Repubblica Centro Africana, e l’avvio delle attività nel nuovo centro della promozione femminile che tutti voi ci avete aiutato a costruire!
Al mio ritorno da Roma sono stata accompagnata infatti da sr Marceline e, dopo un breve soggiorno in Addis Ababa per le varie pratiche dei documenti e i due giorni di viaggio approfittandone per mostrare alla nuova suora le bellezze dell’Etiopia, siamo giunte alla missione e ci siamo rese conto che un’ulteriore attesa sarebbe stata inutile. Era il caso di iniziare il nuovo progetto!
Abbiamo trasferito a aggiornato l’attrezzature per l’aula computer e l’aula di lingua inglese e giorno dopo giorno aggiungiamo un tassello.
Mercoledì scorso abbiamo iniziato i corsi di doposcuola per le ragazzine più disagiate e, dopo aver vinto stupore, vergogna e timore, abbiamo aperto per 5 delle nostre dipendenti un corso di alfabetizzazione. Ora, dopo molti dubbi ne sono entusiaste! È la grazia e la gioia di una nuova Resurrezione. Contiamo, in questa settimana di avviare il corso di ricamo e di lavori manuali con sr Marceline, aperto all’inizio a poche e poi, si vedrà…
Vi condivido tutto questo perché mi sento fortemente accompagnata da voi e perché è un dono che non può essere taciuto!
Con questo desidero anche dirvi il mio più profondo grazie per l'abbondante somma che abbiamo ricevuto nella nostra banca la scorsa settimana e dell’accoglienza che state offrendo ad Abba Eyassu. Grazie di cuore da parte mia e di tutta la missione. Sono sempre più convinta che una missione non si può sviluppare se non è condivisa da più e in più realtà… chi in prima linea e chi dietro le quinte! Del resto anche la verità della Resurrezione è stata riconosciuta solo attraverso la collaborazione di chi è corso alla tomba di prima mattina, di chi vi è corso poi, di chi è entrato subito e chi dopo…. L’importante è sentirsi in comunione nel correre alla ricerca di un unico Bene, di un unico Amore per tutti! Grazie per essere in corsa con me, con la nostra comunità e i nostri fratelli più bisognosi: insieme corriamo a scoprire le Resurrezioni che il Signore giornalmente opera nelle sue creature a Erba come a Shire.
Non ho grande passione per le fotografie e così non ne ho ancora scattate: mi riprometto di farlo domani…. Se riesco e ve le invierò…. Memoria permettendo! Le immagini sono sempre molto eloquenti….
Grazie, dunque con tutto il mio cuore e…. rimaniamo in comunione di preghiera.
Un abbraccio a tutti, sr M.Luisa

mercoledì 21 marzo 2012

Dolcezze pasquali...

Ecco le foto del dolce Pasquale che con biscotti, ovetti di cioccolato e piantine verdi proporremo, come d'abitudine, all'uscita dalle Chiese Prepositurale e CdG sabato e domenica prossima 24 e 25 marzo.
Non mancate!
Mariangela

martedì 20 marzo 2012

Centro Gesù Lavoratore 2012


Cari amici e amiche soci di Nisshash,                                                  Roma, 09/03/2012

sig.Presidente, Consiglieri, rag.Rigamonti (e’ un poco formale ma cosi' si deve salutare in BD),
invio una lettera carica di saluti per voi personalmente e per le vostre famiglie.
Dopo un anno e mezzo di vita romana con l'incarico di rettore della casa del pime, fra impegni di gestione, ospitalita' di amici e missionari rientrati, l'animazione della comunita', lo studio personale e anche alcuni incontri curiosi (uno in televisione) finalmente sul mio computer sono arrivate le prime fotografie del Centro Gesu' Lavoratore in Bangladesh.
Avevamo  iniziato il secondo grande edificio nel 2010 grazie alla raccolta di fondi anche da Erba ma poi con il vostro ulteriore contributo, siamo finalmente arrivati alla conclusione. Come potrete vedere e' quasi finito, sicuramente e’ un miracolo. Vicino alla casa a due piani dove ho iniziato e in cui abitavo, in continuita' ad essa e’ sorto il nuovo Centro. Simile nella forma esterna ma il doppio per estensione e per volume. Il Centro offrira' una grande cappella per le celebrazioni, tanta sicurezza, programmi di studio, corsi di catechesi, bibbia, approfondimenti sui diritti umani,la cura della salute e finalmente un ufficio per la coperativa di risparmio che e' in aumento tra lavoratori di lingue, etnie e provenienze diverse.
Sono contento.
Il mio impegno qui in Italia, non ha interrotto il lavoro iniziato, anzi, si e' andati ben piu' avanti seguendo una linea di continua crescita.
 La vostra attenzione fin dall'inizio dell'Associazione per questa realta' giovanile e la generosita' nel dare tempo, intelligenza, sacrifici a favore di quei ragazzi e ragazze stretti ogni giorno nella calca d'entrare in fabbrica, ora ha dato frutto portando sicuramente serenita' e fiducia in molti. Mi commuovo nel poterlo scrivere a voi.
Per capire meglio cosa significa quanto abbiamo realizzato, vi riporto alcune parole che ho trovato l'altra sera in una mail inviatami da due medici napoletani rientrati in Italia dopo tre settimane di volontariato a Dhaka: "caro padre Luca, siamo tornati questa notte dal Bangladesh. E' stata davvero dura. La citta' secondo noi e' peggiorata. Lo stress e' stato grande e il traffico con lo smog ci hanno reso la vita difficile..."...sono parole che cercano di descrivere e che dicono una realta' dove uomini e donne con i loro bambini si difendono cercando di vivere al meglio (sempre che di meglio si possa parlare in quelle situazioni ).
Con questo progetto e' stato compiuto certamente un altro passo in avanti , perche' tra quelle centinaia d'industrie si e' avverato un sogno, un luogo che nella sua semplice e dignitosa bellezza diventera' un punto sicuro, un riferimento preciso nel difficile mare del mondo lavorativo e in un paese tra i piu' poveri al mondo.  2 euro al giorno per 10 ore lavorative e con soli 2 o 4 giorni di ferie al mese questa e' la condizione per poter lavorare.

 Cosi' e' giusto tra noi in Italia e ancora di piu' in questo tempo quaresimale, che lo sguardo torni ad alzarsi verso il Signore e verso la fatica e le necessita' degli uomini, della maggioranza degli uomini. C'e' ancora molto da fare, ci vogliono persone formate, coraggiose che si mettano al passo degli ultimi e che alla realizzazione di un Centro aggiungano un sorriso, un ascolto, il rispetto autentico, gratuita’. Tutto questo poi conduce alla serenita' interiore,anche per voi perche’ insieme ci siamo affidati e abbiamo partecipato ad una vera forma di fraterna collaborazione con molti.
Ve lo ripeto nuovamente: grazie a Nisshash e grazie al Signore.
Per ora vi allego le fotografie ma saro' felice di potervi incontrare presto.  

Ciao p.Luca

Salone piano terra

Veranda primo piano

Vista con cancello

Vista con housing